Dopo un lungo iter la riforma dell'apprendistato è divenuta realtà grazie alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del nuovo Testo Unico.La normativa è stata semplificata e ampliata, non poche, infatti, sono le novità contenute nel decreto legislativo n. 167/2011. Il nuovo contratto fornisce una risposta concreta al problema della disoccupazione giovanile e apre nuovi spazi per un migliore ingresso dei giovani nel mercato del lavoro attraverso.
Contributi di: Maurizio Sacconi, Mariella Magnani, Arturo Maresca, Roberto Pessi, Giorgio Santini, Michele Tiraboschi, Antonio Vallebona
Un secondo speciale dedicato all'articolo 8 del decreto legge n. 138/2011 approvato in via definitiva il 14 settembre alla Camera.
Al centro dell'intervento degli autori il dibattito sulle novità e sulle potenzialità racchiuse nella nuova contrattazione collettiva di prossimità.
Toni e sfumature differenti commentano i punti più delicati al centro della discussione nazionale in questi giorni.
Contributi di: Maurizio Castro, Giuliano Cazzola, Raffaele De Luca Tamajo, Maurizio Del Conte, Carlo Dell'Aringa, Marco Marazza,
Michel Martone, Alberto Mingardi, Paolo Stern, Michele Tiraboschi, Giovanni Tria, Francesco Verbaro
Dopo l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011, si delinea un nuovo importante capitolo per le relazioni industriali italiane. L'articolo 8 del Decreto-Legge, n. 138, 13 agosto apre la strada alla contrattazione collettiva di prossimità a cui viene affidato il delicato compito di emancipare il sistema vigente attraverso regole garantiste dei diritti
costituzionali e al, contempo, più vicine al tessuto produttivo e alle sue esigenze.
I contributi degli autori offorno una prima analisi sulla portata delle novità previste dall'articolo 8.
Contributi di: Maurizio Castro, Giuliano Cazzola, Maurizio Del Conte, Carlo Dell'Aringa, Michel Martone, Roberto Pessi, Paolo Pirani, Giampiero Proia, Giorgio Santini, Luigi Sbarra, Michele Tiraboschi, Giovanni Tria
L'accordo interconfederale del 28 giugno è uno spartiacque per le relazioni industriali italiane. Dopo mesi di tensioni e di divisioni tutte le parti sociali hanno firmato un'intesa che sembra porre la parola fine ad alcuni dei temi più complessi che hanno caratterizzato lo scontro sindacale, e non solo, negli ultimi due anni. I contributi degli autori analizzano il testo, ne sondano, con sfumature differenti, la portata e la possibile tenuta di fronte alle sfide che l'Italia ha davanti a sè.
La finalità dello stage non è quella di surrogarsi alla prima parte di un rapporto di lavoro ma pragmaticamente occorre rilevare come, una volta emerso, ed il tirocinio è anche emersione, un rapporto di lavoro difficilmente torni nel buio del lavoro nero. Ben venga, quindi, l'utilizzo di forme di avvicinamento che consentano di fare conoscenza tra le parti senza troppi vincoli e difficoltà
Che il Protocollo andasse definitivamente messo in soffitta era del tutto evidente e necessario. Quell'intesa era nata, infatti, con l'intento di finalizzare la politica dei redditi al controllo delle dinamiche inflative, ma già dal 1998, le parti sociali si erano rese conto del mutamento del quadro macroeconomico e della necessità di una riforma delle relazioni industriali.
Irrigidire il mercato del lavoro può comportare un ulteriore vincolo alla crescita economica, perché le imprese possono essere indotte a correre qualche rischio nell'acquisizione di nuove commesse soltanto se potranno disporre di manodopera flessibile. Eppure questa sembra essere la sostanza del documento sul lavoro del Partito Democratico presentato a Genova, che, inoltre, nulla contiene in merito ai contratti aziendali a differenza di quanto fatto in Spagna dal socialista Zapatero.